giovedì 8 aprile 2010

Lo vuoi un caffè? #157 - San Severo Show

Tribunale di Foggia - Sezione distaccata di San Severo
Ingresso
San Severo
Foggia
Tavoliere delle Puglie.
La città natale di Andrea Pazienza mi accoglie all'uscita dell'autostrada mostrandomi nell'ordine: il cimitero, una strada dissestata, una miriade di poliziotti, vigilesse intente a gestire il traffico e torme di paralitici in carrozzina elettrica.
Del Tribunale, però, nemmeno l'ombra.
Lo trovo dopo quasi due ore di ricerca grazie ad un cartello segnaletico sperduto, una giornalaia gentile e due informatissimi postini.
Il Tribunale - anzi la "pretura" come è ancora conosciuta da queste parti - si trova, infatti, al centro del centro storico della amena cittadina alloggiato in un ex convento di non so quale ordine monastico.
Son qui per depositare degli atti per conto di un cliente e, come sempre quando si arriva per la prima volta in un ufficio nel quale non ci si è mai recati cerco di orientarmi e, sopratutto, quali sono le prassi del luogo.
Infatti se è vero che "la legge è uguale per tutti" è altrettanto vero che non lo è la sua applicazione.
Molti tribunali hanno, in particolare per l'iscrizione delle cause a ruolo, prassi estremanente difformi.
Per cui può capitare che la nota di iscrizione con il codice a barre non sia utilizzabile in tutti gli uffici e debba essere adattata o riscritta completamente - l'informatizzazione è spesso ancora un miraggio; che il numero delle copie dell'atto richieste sia variabile a seconda dell'ufficio al quale ci si rivolge o del cancelliere che si incontra...
E questo per non parlare delle norme processuali che, in particolar modo negli uffici dei giudici di pace, vengono applicate spesso a seconda dell'estro del momento del giudice al punto da creare delle procedure "personalizzate" o dei riconosciuti riti processuali locali.
La cancelliera che incontro qui è molto gentile e precisa ma mai e poi mai avrei pensato di doverle sentire dire che il mio fascicolo depositato presso la sede competente dopo un viaggio di quasi duecento chilometri, per essere esaminato deve essere inviato a Foggia - a trenta chilomentri di distanza - perchè il giudice incaricato - che sostituisce il suo collega trasferito ad altra sede si rifiuta di salire fin qui, fino alla sua sede naturale come ho fatto io, fesso di un avvocato che ha studiato il codice di procedura che non sono altro.
"Lo vuoi un caffè? " - chiede quello
"Si però che lo facciamo portare qui" - risponde pigro l'altro

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