Il collegamento è attivo.
L’udienza può finalmente
iniziare nonostante il ritardo di mezz’ora del giudice.
Lo schermo si popola frazionandosi
rapidamente in rettangoli sempre più piccoli man mano che aumentano i
collegamenti.
Il rettangolo in basso a
sinistra ha una inquadratura palesemente sghemba.
La webcam è posizionata male ed inquadra l’avv.
X dalle sopracciglia in su oltre ad una buona porzione della parete al di sopra
della sua testa.
Il tapino, però, invece di
fare la cosa più ovvia ovvero modificare la posizione della webcam verificando che
l’inquadratura sia corretta tenta di entrarci allungando disperatamente il collo,
entrando e uscendo continuamente dallo schermo.
L’effetto è quello di un
naufrago che affonda e che cerca in tutti i modi di rimanere a galla.
Potrei attivare microfono
ed aiutarlo a correggere il problema.
Ma ho le lacrime agli
occhi dal troppo ridere e non ci riesco.
“Lo vuoi un caffè?” -
Chiede quello.
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