sabato 25 aprile 2026

25 APRILE 2026 - LA STORIA SIAMO (sempre) NOI

 

 Viva l’Italia antifascista.Il 25 Aprile non è una data come le altre. È la frattura, lo strappo, il momento in cui l’Italia ha smesso di essere una caserma e ha cominciato, faticosamente, a diventare un paese. Ottant’anni dopo lo dico con la voce ferma di chi non ha bisogno di alzarla: oggi è festa. Festa nostra. Festa di chi sta dalla parte giusta della storia, e ci sta senza vergogna, senza quella malattia tutta italiana del dover sempre giustificare la propria libertà davanti a chi vorrebbe togliercela. Stamattina, mentre prendevo il caffè, pensavo ai balconi addobbati di tricolori, alle bandiere che stasera sventoleranno nelle piazze, alle voci che canteranno. Pensavo che la storia degli uomini è sempre la storia di chi vince e di chi viene sconfitto. Le sconfitte però non sono tutte uguali. Esistono sconfitte che diventano lezioni, e sconfitte che diventano rancori. I fascisti italiani hanno scelto la seconda strada. Erano sconfitti il 25 aprile 1945, vinti militarmente, vinti politicamente, vinti moralmente. Eppure quella sconfitta non l’hanno mai accettata. L’hanno digerita male per ottant’anni, l’hanno trasformata in un grumo nero che ogni anno, puntuale, viene fuori sotto forma di distinguo, di paragoni indecenti, di equiparazioni vergognose.   Dopo la guerra li abbiamo perdonati.Non fu una grazia distratta, fu un calcolo politico, una scelta di pacificazione che oggi paghiamo cara. Amnistia Togliatti del ’46, e via, tutti a casa, tutti reintegrati, tutti pronti a rimettersi in fila come se niente fosse stato. Gli abbiamo tolto il moschetto e gli abbiamo messo il doppio petto. Li abbiamo lasciati entrare in parlamento, sedere sugli scranni accanto a chi nei campi era stato deportato, accanto ai partigiani, accanto ai figli dei fucilati. È una cosa che, a pensarci davvero, ti gira la testa. Una rimozione collettiva, un trauma sepolto vivo.Le rimozioni si sa, prima o poi tornano.Tornano sempre.Tornano travestite, tornano col linguaggio nuovo, tornano con la cravatta buona e il sorriso televisivo, ma tornano.Ottant’anni dopo, con un governo che ha radici precise, che viene da una storia precisa, che quella storia non l’ha mai davvero ripudiata, l’ha solo messa in soffitta per le occasioni ufficiali. Adesso che sta in soffitta da troppo tempo, qualcuno la rivuole giù. Il 25 aprile gli rode. Gli rode perché è la prova vivente che furono sconfitti, e nessuno ama essere ricordato come perdente.Allora che cosa fanno? Provano a sminuirlo. Provano a confonderlo. Gli affiancano le foibe, come se il dolore degli uni cancellasse la responsabilità degli altri. Gli affiancano i martiri di Salò, parola che mi fa ancora male a pronunciare, perché chiamare martiri quelli che spararono ai partigiani, quelli che consegnarono gli ebrei ai treni, è un’offesa al dizionario prima ancora che alla storia. Qualcuno ha scritto che chi controlla il passato controlla il futuro. È una verità che ti resta addosso, di quelle che non si lavano via. Per questo si combatte sulla memoria. Per questo ogni 25 aprile diventa una piccola guerra civile fatta di parole, di omissioni, di equiparazioni furbette.Chi riesce a far credere che fascismo e antifascismo siano “due eccessi opposti”, chi riesce a piazzare quel sublime “ma anche” nei discorsi ufficiali, ha già vinto metà della battaglia.Ti sta togliendo le coordinate morali sotto i piedi, e tu nemmeno te ne accorgi. Ti svegli una mattina e scopri che la bussola segna il sud al posto del nord. Il 25 Aprile non è una festa di parte.È la festa fondativa della Repubblica. Non la breccia di Porta Pia, non le guerre risorgimentali, non l’unità d’Italia fatta dai Savoia con il sangue dei meridionali.L’Italia vera, quella in cui viviamo, quella della Costituzione, quella dove possiamo scrivere e parlare e dissentire, nasce il 25 aprile.Tutto il resto è prologo.Tutto il resto è preparazione.La pienezza è arrivata quando i partigiani sono scesi dalle montagne e hanno detto basta. Basta camicie nere, basta saluti romani, basta leggi razziali, basta olio di ricino, basta manganelli. Basta. Chi subisce un trauma e non lo elabora finisce per ripeterlo. L’Italia non ha elaborato il fascismo. L’ha solo messo via, sepolto in fondo a un cassetto >Adesso che la generazione dei testimoni diretti se ne va, adesso che i nipoti dei nipoti governano, il trauma rimosso bussa alla porta e chiede di rientrare. Si presenta con la faccia rispettabile della “riforma costituzionale”, del “premierato”, della “separazione delle carriere”, del “decidiamo noi che abbiamo vinto le elezioni”. Frasi che sembrano tecniche, e invece sono politiche fino all’osso. Sono il modo educato di dire: ottant’anni di silenzio ci autorizzano. Ora tocca a noi. Ora cambiamo le regole.   Nessuno vi autorizza.La Costituzione non è vostra. Non è di chi vince le elezioni, non è di una maggioranza parlamentare contingente, non è il giocattolo del momento. È il patto. È quel pezzo di carta scritto da chi era stato in galera per anni sotto il regime, da chi aveva combattuto sui monti, da chi era tornato dai lager con gli occhi che non si chiudevano più. È scritto col sangue di chi non c’è più, e si modifica con prudenza, con larghe maggioranze, con rispetto.Non a colpi di voti risicati e ammuina notturna. Non con la furbizia di chi pensa di aver trovato la finestra aperta in casa d’altri. Stasera, quando sentirò Bella ciao da qualche balcone, mi commuoverò. Mi commuovo sempre, anche se mi vergogno un po’ a dirlo perché sembra retorica, e la retorica la odio. Eppure è la verità. Mi commuovo perché penso a mia nonna che la cantava in cucina mentre lavava i piatti, a mio nonno che del fascismo non parlava mai e quando parlava aveva gli occhi diversi, occhi che sembravano guardare un posto dove io non potevo entrare. Penso a tutti quelli che non ci sono più e che ci hanno permesso di esserci. Penso ai diciottenni morti su una montagna del nord per qualcosa che non avrebbero mai visto realizzato.;Oggi è 25 Aprile. Viva l’Italia.Viva l’Italia repubblicana. Viva l’Italia antifascista. A chi non riesce a dirlo, a chi balbetta, a chi cerca scuse, a chi mette i ma e i però: il problema non è nostro.È vostro. >È sempre stato vostro. E lo sarà ancora a lungo

domenica 9 marzo 2025

Lo vuoi un caffè? 507 - COMPUTER AGE

 




Il Palazzo di Giustizia dall’esterno è sempre lo stesso.

 Un paio di parallelepipedi di cemento, metallo e vetro combinati insieme, ampie vetrate sulla facciata principale, la statua della Minerva che troneggia nel piazzale e, con sguardo truce, sorveglia quelli che attraversano lo striminzito giardinetto e il parcheggio interno.

Una volta varcato l’ingresso presidiato, non più da militi dell’Arma alle soglie della pensione, ma da guardie private che ti ricordano, gentilissime, ogni volta che l’ascensore per i piani superiori non è stato ancora sostituito e, implicitamente, ti fanno capire che lo prendi a tuo rischio e pericolo, però è come essere entrati in una scatola vuota.

I corridoi sono sempre gli stessi. Ampi, spaziosi, delimitati da un lato dalle porte degli uffici, quasi sempre chiuse, mentre dall’altro ci sono le porte delle aule di udienza deserte presidiate da solitari giudici in compagnia di spauriti cancellieri che quasi ti pregano di non lasciarli soli.

Nel corridoio un solitario collega rilegge i suoi atti e da come si guarda intorno sembra si stia chiedendo dove siano finiti tutti quanti.

Nel corridoio al pianterreno una volta affollatissimo, i banchi di esposizione dei librai sono chiusi. Non c’è nessuno in agguato pronto a proporti l’ennesimo, indispensabile, tomo sul sesso degli angeli ad un prezzo stracciato. Dietro le vetrine serrate degli incustoditi scaffali si intravedono libri che ti chiedono solo di essere liberati dalla loro prigionia.

Nel cortile dei fumatori spettrali figure si aggirano guardinghe nello spazio che le circonda accecate dalla luce alla vana ricerca di qualcuno con cui scambiare due parole.

Nel bar già dall’ingresso si ha un’ampia panoramica del bancone senza la necessità di essersi prima aperti un varco a gomitate nella calca ululante di avvocati di ogni sesso ed età che si spintonavano e sgambettavano per ordinare, consumare velocemente e tornare in aula a terminare l’udienza come un tempo. Anche i baristi hanno un’aria rilassata, quasi serena, e non più quella incazzata di chi spende un sacco di soldi dall’analista per capire come fare a rilassarsi a fine giornata dopo aver servito centinaia di caffè.

 La signora alla cassa, come al solito, non sorride e con la consueta efficienza teutonica batte gli scontrini delle ordinazioni, con l’aria annoiata e un filo stupita da tanta silenziosa tranquillità.

È possibile anche apprezzare la vastità del locale nel quale si attardano solo pochi avventori e non più alcune centinaia di indemoniati ululanti come ossessi, immersi in una cacofonia assordante di suoni, voci e rumore di stoviglie e di deliranti ordinazioni - “ un decaffeinato amaro; un caffè macchiato ma non troppo; un cappuccino con la schiuma e un cornetto integrale ma con tanta crema; un cappuccino senza schiuma con un cornetto senza zucchero che sono a dieta; un caffè bollente in tazza fredda; un caffè bollente senza la tazza…”.

E finita l’epoca dei corpo a corpo per conquistare la tazza di caffè e il cornetto di metà mattinata, dei pettegolezzi scambiati senza pudore ad alta voce su clienti e colleghi, dei consigli e dei pareri non richiesti generosamente elargiti, delle occhiate (i maschietti) fintamente distratte alle gambe di qualche bella collega e dei commenti (le femminucce) rigorosamente sottovoce sull’ultimo praticante palestrato.

È iniziata un’epoca fatta di silenzi e di vuoto, di caffè solitari e silenziosi, di assenze…

Per chi non lo avesse ancora capito siamo nel pieno di una rivoluzione epocale, siamo nell’era del digitale nella quale le nostre vite sono sempre più immateriali, virtuali, eteree… Sempre più nelle mani del Musk di turno che può farne quello che vuole a suo piacimento.

Sotto tanti aspetti si tratta di una rivoluzione che migliora il nostro modo di lavorare, le nostre prestazioni ed evita di perdere tempo ed un sacco di fatica fisica ma alla fine si tratta di una rivoluzione che finisce per isolarci sempre più invece che di riavvicinarci.

Non ricordo più da quanto tempo non incontro un collega di persona e non tramite lo schermo di un computer, da quanto tempo non scambio due chiacchiere con un amico invece di scrivergli sciatte PEC. 

Anni fa, quando nei corridoi del Tribunale, apparvero i primi chioschi informatici nei quali era possibile, utilizzando macchine antidiluviane recuperate chissà dove, consultare i registri dei depositi e le date di udienza, tutti salutammo questa novità come l’inizio di una nuova era che ci avrebbe consentito di risparmiare tempo che magari avremmo utilizzare in maniera più utile se non addirittura più piacevole.

Oggi che comodamente seduti in studio digitiamo sulla tastiera le nostre richieste utilizzando software scritti da ingegneri informatici digiuni di vita forense e riceviamo risposte inviate da cancellieri dei quali non ricordiamo più le facce, non possiamo negare che a volte ci prende una improvvisa malinconia ripensando alla caotica giornata tribunalizia di un tempo.

Non negate che anche voi qualche volta vi augurate che gli atti che state inviando telematicamente non arrivino al destinatario per avere l’occasione di chiamare direttamente la Cancelleria di turno per lamentarvi con qualcuno in carne ed ossa e avere così l’occasione di riprendere i contatti con gente che non vediamo da tempo.

Siamo nell’era del linguaggio binario che favorisce chi ha poco da dire e, ancor più, chi non ha proprio nulla da dire e che mal si concilia con una professione nella quale, invece, la parola, scritta o orale, con i suoi significati e le sue sfumature, ha sempre avuto un peso fondamentale.

Non manca molto ormai che la famosa “colleganza”, parola che racchiude in sé non solo la correttezza in aula e nei rapporti professionali ma anche il caffè inteso come momento di scambio, di confronto, di conoscenza, sarà abolita definitivamente nel nostro agire quotidiano e potremo così salutarci definitivamente senza provare alcuna nostalgia.

 

 “Lo vuoi un caffè?” - chiede quello.

“Alla memoria” - risponde l’altro.




lunedì 10 febbraio 2025

Lo vuoi un caffè? 506 - HurriCANE




Arriva con il suo capo alla riunione concordata faticosamente per giorni tra tutti noi che seguiamo questa maledetta e complicatissima procedura fallimentare senza fine.

non appena entra in studio, comincia a saltare qua e la incurante di tutto e tutti, a ficcare il naso dove non dovrebbe, a interrompere M. che sta cercando di scrivere una lettera tenendo conto delle esigenze e delle obiezioni di ognuno dei presenti.

E non solo, come se non bastasse comincia a fare gli occhi dolci all'unica collega presente, provandoci spudoratamente.

Incontenibile mi lecca anche la faccia e scodinzola felice per lo studio, irrefrenabile…

No, non ho sbagliato volevo proprio dire che mi ha leccato la faccia e che scodinzola irrefrenabile per lo studio.

Del resto cosa volete che faccia un cucciolo?

un cucciolo di golden retriver che come come tutti i cuccioli, umani o animali che siano, quando si annoiano non si riesce a parli stare fermi un minuto e adesso, scusate, corro prima che mi distrugga il divano…


"Lo vuoi un caffè?" - chiede quello.

"Non è il momento. Passami i croccantini piuttosto…" - risponde l'altro.

martedì 4 febbraio 2025

Lo vuoi un caffè? 505 - O SUPERMAN





Tribunale di Metropolis (USA- Illinois)
 foto di Francesco Costa -Direttore de "il Post" - autore di "Da Costa a Costa"

…e noi qui in Italia che, provinciali, abbiamo ancora la statua di Minerva nei tribunali

"Lo vuoi un caffè?" - chiede quello.

"Più veloce della luce però" - risponde l'altro.

giovedì 6 giugno 2024

Life on Mars - D-DAY


D-Day

6 Giugno 1944 - 8-9 Giugno 2024 

ed oltre

 

mercoledì 24 aprile 2024

FESTA DELLA LIBERAZIONE - 25 APRILE 2024

 



In questo paese c'è qualcuno che continua ad aver paura di confrontarsi con la propria storia.
l'attuale Presidente del Consiglio ad esempio.
Giorgia non è difficile puoi farcela anche tu a dire "antifascista"
Farebbe bene anche a te e alla tua parte politica.
Buon 25 Aprile a tutti quanti noi

martedì 2 aprile 2024

Lo vuoi un caffè? 504 - Mortacci (di fame)



La sig.ra X, penalizzata pesantemente dalla natura che ha risparmiato su di lei in altezza abbondando a casaccio sul peso qua e là, è notoriamente talmente tirchia che molti sospettano che non espleti le sue funzioni corporee per non sprecare l'acqua dello sciacquone. 

La sig.ra X, ha il vizio di scroccare continuamente qualunque cosa a chiunque purché, indipendentemente che si tratti di un passaggio in auto o di un consiglio professionale, non le costi un centesimo.

Dal sottoscritto arriva, non invitata, dopo aver stressato all'inverosimile un amico comune affinché intercedesse in suo favore per risolvere un problema al quale non riesce a trovare la soluzione su Internet.

Il problema è rappresentato dalla casa che ha acquistato ad un prezzo, altissimo, pur considerando i prezzi elevati degli immobili in zona e considerando che si tratta di un immobile datato e bisognoso di manutenzione per un ammontare pari quasi al costo di acquisto.

stipulando un oneroso contratto di mutuo, di fatto, ha impegnato i suoi guadagni per i prossimi quarant'anni a patto che rinunci a mangiare e che trovi un posto dove alloggiare.

in più, dopo la stipula del contratto, pare sia venuto fuori che l'immobile presenta anche alcuni difetti non da poco del tipo non essere collegato alla rete fognaria pur pagando i condomini gli oneri previsti dalla legge.

La signora deve essersi resa conto di aver fatto quella che potremmo definire senza tema di smentita un'autentica cazzata e si è messa alla ricerca di una soluzione che Le consenta di tirarsene fuori e di guadagnarci qualcosa allo stesso tempo.

per salvaguardare i rapporti di amicizia con P ho accettato a malincuore, molto a malincuore, di riceverla in studio per una chiacchierata e adesso sono qui ad ascoltare il suo piano per recedere dal contratto.

Dopo due ore che avrei preferito trascorrere sulla poltrona di un dentista a farmi cavare i denti senza anestesia e dopo diversi attacchi, fortunatamente non letali, di orchite provo a frenare la sua logorrea facendo notare che avrebbe fatto bene a leggere o a far leggere a qualcuno più esperto il contratto prima di firmarlo e che forse non avrebbe dovuto affrettarsi a saldare in nero l'agente immobiliare esponendosi al rischio di vedersi richiedere nuovamente quanto già pagato.

Per quel che riguarda il mutuo l'unica cosa che mi sento di dirle e che mi sembra lo abbia siglato con una finanziaria gestita da usurai camorristi. 

Le dico che potrebbe provare a risolvere la questione sollevando il problema dei vizi occulti dell'immobile in quale mi ha parlato ma dei quali non ho alcuna cognizione perché in studio ha pensato bene di venire senza portare un solo documento ma preciso anche che la cosa sarà lunga, senza certezza di vittoria e comunque costosa.

"Vuol dire che per ottenere qualcosa devo anche pagarla?" - mi chiede sbiancando in volto terrorizzato all'idea di chi di dover tirare fuori dei soldi.

a questo punto devo ringraziare i miei genitori per avermi fatto educato e di essere riuscito a trattenermi appena in tempo prima di mandarla aff...... per direttissima munita di biglietto di sola andata.


"Lo vuoi un caffè?" - chiede quello.

"Lo paghi tu?" - risponde l'altro.

sabato 9 marzo 2024

Lo vuoi un caffè? 503 - Loosing my religion


Deve essere sicuramente a causa dell'imminente arrivo della primavera che in questi ultimi tempi in studio arriva un sacco di gente che a strane idee sui rapporti sociali esistenti in una società civile e che mi fa pensare che l'idea di abolire il suffragio universale non sia così peregrina

Che rispondere alla signora X che si reca a giorni alterni presso gli uffici dell'ospedale per cercare di ottenere da un medico un certificato necessario per "interdire mio figlio", il quale, poverino, è affetto da problemi molto gravi per affrontare i quali avrebbe necessità di essere aiutato e non abbandonato. 

Ho provato a spiegarlo diverse volte ma niente lei imperterrita continua a sostenere che la devono aiutare, che non può fare tutto lei, che lo Stato la deve aiutare…ma del figlio ho l'impressione che se ne voglia solo liberare.

Poi c'è la signora H alla quale una sua amica "che sa come funzionano queste cose", ha vivamente consigliato di portare suo marito, allettato in fase terminale, presso un certo hospice dove "gli fanno una puntura e risolvono il problema".

Il tutto detto con solennità degna di miglior causa alla faccia dei dubbi etici, filosofici, umani che tormentano il dibattito sul fine vita.

E che dire, infine, della signora W che con il marito attualmente nella fase terminale di una tremenda malattia degenerativa, mi chiede cosa può fare per alleviare le sue sofferenze ma quando le ho consigliato di rivolgersi ad un centro di terapia del dolore, mi ha risposto candidamente: "avvocato ma lui non si lamenta mai".

Non voglio pensare a cosa deve essere stata la vita di quest'uomo insieme a questa donna.


" Lo vuoi un caffè?" - chiede quello.

"Caffè? Caffè? Piuttosto date della cicuta a questa gente" - risponde l'altro.


martedì 27 febbraio 2024

Lo vuoi un caffè? - 502 - Parenti Serpenti (Again)



La sig.ra X, seduta in punta ad una delle sedie nel mio studio, vomita giudizi non richiesti sull'operato dello sconosciuto collega che avrebbe truffato, nella sua lacunosa ed alquanto fantasiosa ricostruzione dei fatti, il defunto fratello abusando del suo ruolo di amministratore di sostegno.

La ascolto mordendomi il labbro per non mandarla a quel paese munita  di biglietto di prima classe solo andata.

Non perché debba difendere a spada tratta, quale involontario rappresentante della categoria, i disonesti che pure ci sono, purtroppo, ma da fastidio sentire accusare qualcuno senza prove da gente che non si interroga mai circa i propri comportamenti, in qualità di "amorevoli parenti", nei confronti dei presunti truffati quando questi avevano più bisogno mostrando un interesse maggiore al destino del patrimonio dello sfortunato congiunto che alle sue condizioni e alle sue reali esigenze di vita.

del resto quando uno ti risponde che non sa neanche chi e quando è stato nominato un amministratore di sostegno e, soprattutto, per giustificarsi di tanta ignoranza ammette candidamente che il fratello non lo vedeva da anni cosa puoi aspettarti di diverso?

La sig.ra X con le sue stridule cazzate , piuttosto, mi conferma ancora una volta, anche se non c'era bisogno, che anche che delle persone "per bene" spesso bisogna avere davvero paura.


"Lo vuoi un caffè?" - chiede quello.

"sinceramente mi è passata la voglia" - risponde l'altro.


martedì 13 febbraio 2024

Lo vuoi un caffè? #501 - PARENTI SERPENTI


Agli inizi della professione quando si era ancora giovani e di belle speranze, alcuni clienti venivano in studio pretendendo di modificare la procedura processuale e di azzerare i tempi di un giudizio sulla base di quanto avevano appreso da misteriosi, ma ben informati, "cugini", che, indipendentemente dalla loro reale esistenza o meno, pontificavano come conigli su ogni argomento dello scibile umano sul quale riuscivano a mettere bocca infilando nella testa dei loro "parenti" alcune delle teorie e delle tesi più fantasiose e creative mai sentite nel corso dell'intera storia dell'umanità.

"Me lo ha detto mio cugino" era la frase, accompagnata da un sorrisetto soddisfatto e furbo, che certificava la bontà di quanto sostenuto con convinzione granitica, sicuramente degna di miglior causa.

Solo allora cominciava la, lunga, fase di disintossicazione del poveretto dalle corbellerie del "cugino"; fase che comportava in alcuni casi, mi correggo in numerosi casi, anche il ricorso da parte del legale alla minaccia del pagamento da parte del cliente anche nell'area fino a quel momento ispirata oltre che del tempo fatto perdere all'ascoltatore e, nei casi estremi, anche alla minaccia fisica con contorno di urla e di gesti plateali e teatrali ad indicare la porta dello studio, per affrontare, finalmente, "quando ormai calavano le prime ombre della sera" come avrebbe detto qualcuno, e più di una volta quando erano calate anche le seconde, il problema per il quale erano venuti in studio.

Dopo oltre vent'anni di professione alcuni clienti almeno, continuano ad arrivare in studio trafelati ed eccitati e a pretendere, ancora una volta, di conoscere il sistema per piegare la procedura processuale alle loro personali esigenze di celerità spiegando al loro interlocutore, oramai non più di primo pelo, con grande dovizia di particolari come fare sulla base di quanto frammentariamente appreso su Internet che ha sostituito i "cugini" quale istigatore di teorie strampalate e di disinformazione generalizzata su argomenti spesso anche molto delicati sui quali si è chiamati ad intervenire e ad agire.

L'unica soddisfazione e che anche la fase di disintossicazione del cliente è diventata smart, non necessitando più di lunghe ed interminabili spiegazioni. 

Solitamente è sufficiente chiedere a questi agguerriti millennians del diritto perché dovrebbero pagare un legale se non ne hanno bisogno? 

Vi potrà sembrare strano ma funziona.


"Lo vuoi un caffè?" - chiede quello.

"E un po' che non prendo uno. Andiamo" - risponde l'altro sorridendo



mercoledì 19 aprile 2023

MUSICA -FIGLI DI ANNIBALE - ALMAMEGRETTA

 


Annibale grande generale nero

con una schiera di elefanti attraversasti le alpi e ne uscisti tutto intero

a quei tempi gli europei non riuscivano a passarle neanche a piedi

ma tu Annibale grande generale nero 

tu le passasti con un mare di elefanti

lo sapete quanto sono grossi e lenti gli elefanti?

eppure Annibale gli fece passare le alpi con novantamila uomini africani

Annibale sconfisse i romani

resto in Italia da padrone per quindici o vent'anni

ecco perché molti italiani hanno la pelle scura

ecco perché molti italiani hanno i capelli scuri

un po' del sangue di Annibale è rimasto a tutti quanti nelle vene

È rimasto a tutti quanti nelle vene

nessuno può dirmi stai dicendo una menzogna

non se conosci la tua storia

sai da dove viene il colore del sangue

che ti scorre nelle vene

durante la guerra pochi afroamericani riempirono l'Europa di bambini neri

cosa credete potessero mai fare in venti anni di dominio militare

un'armata di africani in Italia meridionale

 un'armata di africani in Italia meridionale

ecco perché ecco perché noi siamo figli di Annibale

meridionali figli di Annibale

sangue mediterraneo figli di Annibale

Figli di Annibale
Figli di Annibale - 1993
Almamegretta

domenica 8 gennaio 2023

Lo vuoi un caffè? #500 -EPIFANIA

 

foto di Marco Skacco

il collega H qualche giorno prima dell'Epifania ha pubblicato un simpatico post in un affollato gruppo on-line di discussione frequentato da avvocati e, soprattutto, da avvocatesse augurando alle colleghe un buon lavoro per la notte dell'Epifania e di non affaticarsi troppo a consegnare i regali.

Ad oggi il suo corpo non è stato ancora ritrovato.


"Lo vuoi un caffè?" - chiede quello

"Solo se lo riscaldi con il carbone che ti ha portato la Befana" - risponde l'altro

sabato 22 ottobre 2022

Lo vuoi un caffè? 499 - ALTISSIMO PROFILO



Il nuovo governo ha giurato e tra qualche giorno dopo aver incassato prevedibilmente la fiducia alla Camera ed al Senato entrerà nel pieno delle sue funzioni.

Il tutto avviene in ragione dell'esito delle elezioni del 25 settembre scorso secondo le regole della Costituzione ma non sono molto ottimista sulla capacità e la volontà delle persone che compongono l'attuale maggioranza di rispettare le regole democratiche e i diritti acquisiti e ciò sia per La qualità delle persone che La compongono sia per le idee, a mio avviso malsane, che girano nelle loro teste.

una prima avvisaglia di quello che potrebbe accadere si è già avuta con la presentazione da parte dell'ex MSI, poi AN, ora Forza Italia e domani chissà, Maurizio Gasparri di un progetto di legge teso a modificare l'art. 1 del codice civile che recita: "la capacità giuridica si acquista al momento della nascita" precisando inoltre che "i diritti riconosciuti al concepito sono subordinati all'evento della nascita".

Il noto giurista, già famoso per non aver scritto la legge sulle televisioni, ha presentato un disegno di legge che se approvato sposterebbe il riconoscimento della capacità giuridica dalla nascita al momento del concepimento rendendo in tal maniera il feto titolare di diritti giuridici e potenziale vittima di un reato come ad esempio l'omicidio e in uno schema del genere la interruzione di gravidanza, il cui divieto è un altro dei cavalli di battaglia del nostro, potrebbe essere così interpretata.

viene da chiedersi se il nostro abbia considerato che in caso di approvazione della sua furbata ogni adolescenziale smanettamento subinguinale potrebbe portare all'accusa di aver commesso una strage se non, addirittura, in caso di sesso orale, ad una di cannibalismo?

"Lo vuoi un caffè?" - chiede quello

"Nero considerati i tempi" - risponde l'altro.

sabato 17 settembre 2022