Gazzetta Ufficiale del 25 ottobre 2020 n. 265, (ennesimo) DPCM in tema di misure di contenimento dell’epidemia COVID 19, pag. 3, art. 1, comma 4: “(…) È fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche, di non spostarsi con mezzi di trasporto pubblici e privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o per usufruire di servizi non sospesi”
Dopo aver parlato di “distanziamento
sociale” per indicare la necessità di mantenere una certa distanza tra le
persone al fine di evitare il contagio, dopo la clamorosa intuizione
linguistica degli “affetti stabili”, espressione utilizzata per indicare le
persone con le quali si hanno dei rapporti familiari, di convivenza o affettivi
(sul punto, in verità, si segnala una robusta corrente di pensiero secondo la
quale l’espressione va utilizzata anche per indicare tutti quegli individui dotati,
possibilmente, di una terza abbondante di seno o di una invidiabile muscolatura
a seconda dei gusti, con i quali si intrattengono, o si desidera intrattenere, piacevoli
e soddisfacenti rapporti sessuali, magari anche clandestini) la neolingua creata
dalla pandemia fa un ulteriore passo in avanti liberando le “persone giuridiche”
dalla gabbia nella quale sono state ingiustamente rinchiuse dalla dottrina e,
buttando nel cesso qualche centinaio di anni di cultura giuridica, consente
loro finalmente di vivere una vita autonoma e libera permettendogli di
andarsene in giro per il mondo anche con mezzi privati oppure facendo l’abbonamento
ai mezzi pubblici e, per logica conseguenza, di stabilirsi dove cazzo gli pare,
magari in qualche paradiso fiscale ai Caraibi.
Non so più cosa pensare,
che dire… Mi auguro solo che da un momento all’altro venga fuori qualcuno a
dirci che è tutto uno scherzo, una presa in giro.
“Lo vuoi un caffè?” - Chiede
quello
“Ma non metterci dentro l’LSD
come l’ultima volta”- risponde l’altro
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