martedì 18 giugno 2013

Lo vuoi un caffè? # 358 - Zuegg und drang!

Merano 2012
foto arzach

Di lui sua moglie son sicuro che dica quando ne parla con le amiche che è un uomo molto dolce.

"Lo vuoi un caffè?" - chiee quello
"Preferirei un succo di frutta" - risponde l'altro

lunedì 17 giugno 2013

Lo vuoi un caffè? # 357 - Il tempo è tiranno


La lunga attesa 
Tribunale di Bari
giugno 2013 
arzach 2013 

In attesa di discutere le rispettive cause si chiacchiera un pò tra colleghi, come al solito in piedi, sul fondo dell'aula. 
Il tema del giorno è la eccessiva durata dei processi. 
Le storie e gli aneddoti si sprecano. 
Si va da una sorta di gara a chi nell'ultimo mese ha ricevuto il rinvio più lontano. 
La spunta, per la cronaca, nella categoria, la collega che ha incamerato un rinvio di ben tre anni e mezzo a fine giugno del 2017.
Si passa poi per la risposta bruciante data da un cliente al proprio giudice che gli aveva comunicatom in aula il rinvio della sua causa al 2015 "il giorno 15 marzo alle ore 9.30" "Giudice fa niente che è il 2015 ma che siano le 9.30 puntuali che quel giorno ho da fare"  gli ha detto prima che il collega riuscisse a trascinarlo fuori dall'aula.
Si finisce con l'amaro racconto del collega T che ritirata finalmente la copia delle sentenza che definiva vittoriosamante un annoso giudizio si è affrettato, tornato in studio, a chiamare il suo cliente per comunicargli la notizia e scoprire che lo stesso era morto proprio quella stessa mattina.

" Lo vuoi un caffè?"- chiede quello
" Aspetta controllo l 'agenda .. Mmmh ti va bene a marzo 2018?" - risponde l'altro

giovedì 13 giugno 2013

Lo vuoi un caffè? # 356 - ResISTANBUL - FREE THE LAWYERS




La battaglia d’ Istanbul in difesa di seicento alberi,
novecento arresti, mille feriti, quattro accecati per sempre,
la battaglia d’ Istanbul
è per gli innamorati a passeggio sui viali,
per i pensionati, per i cani,

per le radici, la linfa, i nidi sui rami,
per l’ ombra d’ estate e le tovaglie stese
coi cestini e i bambini,
la battaglia d’ Istanbul è per allargare il respiro
e per la custodia del sorriso. 

 Erri De Luca

mercoledì 12 giugno 2013

Lo vuoi un caffè? # 355 - ResISTANBUL - Free The Lawyers


"Acabhnews" ha sempre raccontato sin dal suo inizio le grandezze e le miserie umane e non, le follie piccole e, spesso, grandi della vita forense cercando sempre di metterci un pizzico di ironia e di leggerezza...
Ma quando si arriva agli arresti in massa di avvocati nel loro stesso luogo di lavoro - come è accaduto nelle ultime ore nel Tribunale di Caglayan a Istanbul dove 73 colleghi sono stati arrestati dalla polizia in assetto antisommossa - significa che qualcosa di molto pericoloso è all'orizzonte e che quel paese sta sopprimendo le libertà e i diritti civili. 
E a fronte di ciò non si può stare zitti a guardare in tv quello che accade vicino casa, perchè domani potrebbe accadere anche qui.
I tempi infatti non sono dei migliori e la democrazia non è un automatismo ma deve essere praticata sempre, qui e ovunque.
"La democrazia è un sistema imperfetto ma al momento è il migliore che abbiamo" - diceva Sir Wiston Churchill.
 "Acabhnews" esprime la solidarietà ai colleghi arrestati in Turchia e chiede che vengano tutti liberati e il rispetto delle regole di uno stato di diritto quale un grande paese come la Turchia si fregia di essere.
Pubblichiamo anche la traduzione del comunicato della Presidenza dell'Associazione legale di Istanbul  Il punto estremo negli eventi di Parco Gezi. Come si può parlare della democrazia in un paese in cui gli avvocati sono stati presi in detenzione provvisoria dalla polizia antisommossa dentro un tribunale? Nel processo iniziato con le proteste nel parco Gezi, subito dopo l’intervento di oggi in Piazza Taksim, gli avvocati nel tribunale di Caglayan, Istanbul, hanno fatto una dichiarazione. Con l’intervento della polizia antisommossa, più di 50 colleghi sono stati presi in detenzione provvisoria e l’11 Giugno 2013 è passato nella memoria collettiva della nostra professione come un giornata nera nella storia. Il palazzo di giustizia è lo spazio di lavoro dei nostri colleghi ed è il loro santuario. Loro sono stati portati via con violenza da parte della polizia antisommossa ed è da interrogare perché si trovavano lì. Questo fatto ci fa porre un’altra volta la questione, in che tipo di “regime di democrazia” siamo vivendo. Poter essere così intollerante, così irragionevole, così lontano dalla giustezza e dalla coscienza è il punto estremo in cui è arrivato l’autoritarismo dei poteri amministrativi. In un paese in cui si arrestano gli avvocati in tribunale, chi può avere la sicurezza della sua vita e suoi beni? Di chi sono garantite i diritti e le libertà? Questo non significa apertamente di creare un diktat, di introdurre un regime di paura, di accantonare la democrazia, i diritti e le libertà? A nome dell’Associazione Legale di Ankara, stiamo seguendo da vicino tutto quello che sta accadendo, comunichiamo all’opinione pubblica che difenderemo fino alla fine i nostri colleghi membri dell’Associazione Legale di Istanbul.”.

" Lo vuoi un caffe?" - chiede quello
"Alla turca" - risponde l'altro

Lo vuoi caffe? # 354 - Chi non piscia in compagnia o è un ladro o è una spia...



Incontrarsi nel cesso del Tribunale con il giudice che sta tenendo la tua udienza e dopo essersi salutati cordialmente pisciare in compagnia è una di quelle cose per le quali vale la pena vivere per raccontarla.

"Lo vuoi un caffè?" - chiede quello
"Vado un attimo in bagno e andiamo" - risponde l'altro

martedì 11 giugno 2013

Lo vuoi un caffè? # 354 - Business as usual


 Bari 10.06.2013 
 Viale Salandra
foto arzach

Fabrizio Corona
Un compendio di diritto penale fatto uomo.
Aggressione a pubblico ufficiale.
Estorsione.
Banconote false.
Bancarotta Fraudolenta.
Frode fiscale.
Corruzione... e solo per citare le condanne definitive.
Testimonial pubblicitario - suppongo anche ben pagato - di una catena di compro oro.
E' proprio vero la pubblicità è l'anima del commercio.
L'animaccia sua piuttosto...

"Lo vuoi un caffè?" - chiede quello
"Ma solo in via definitiva" - risponde l'altro

mercoledì 5 giugno 2013

Lo vuoi un caffè? # 353 - Il principio di Archimede


Ascolto lo sbraitare sguaiato e volgare della "signora" X al telefono che contesta senza averne titolo non essendo mia cliente, ma a nome di quel mollusco del marito, l'ammontare della nota spese  relativa alla sua causa appena ricevuta.
L'isterico donnino sostiene che detratto quanto mi è dovuto quello che le rimane è "poco" e che" dopo dobbiamo vedere se le sono dovuti davvero questi soldi"
Cercando di mantenere un tono professionale che la situazione non merita non posso fare a meno di pensare che ci sono persone che, anche senza saper nuotare, galleggerebbero benissimo comunque.

"Lo vuoi un caffè?" - chiede quello
"E con un caffè pensi di cavartela tu? " - risponde l'altro

giovedì 30 maggio 2013

Lo vuoi un caffè? # 352 - Il liberismo ha i giorni contati?

Aereoporto "Sandro Pertini" - Torino Caselle
27 maggio 2013 ore 3.00
foto di arzach

Quando fai il secondo mestiere più antico del mondo può capitarti di ritrovarti alle tre del mattino in un terminal di aereoporto a cercare di tradurre, per deformazione professionale più che per reale convinzione, le istruzioni per ottenere il rimborso del tuo biglietto mentre attendi l'aereo - quello funzionante! - che dovrebbe riportarti finalmente a casa.
E mentre traduci, assonnato e stanco, il, volutamente, lacunoso foglietto che ti hanno dato al banco ti rendi conto che sarà molto difficile ottenere qualcosa.
Se poi fai il secondo mestiere più antico del mondo occupandoti perlatro di diritto del lavoro allora non puoi fare a meno di notare che quello che ti sta accadendo è un caso ma colpa dell'applicazione dei principi del liberismo economico alla tua vita.
"Signora piuttosto che fare casino si chieda come mai ha pagato il suo biglietto aereo solo cinquanta euro" - dice ad alta voce il tipo seduto accanto a me, ad una signora che si lamenta del servizio, dicendo l'unica cosa saggia della serata.
Siamo bloccati da ore sulla pista, chiusi nella carlinga surriscaldata dell'aereo, appartenente ad una delle compagnie aeree low cost più famose al mondo, una di quelle sulle quali nelle scuole di business fanno le tesi, perchè non si chiude il maledetto sportellino della scala retrattile anteriore di accesso al veicolo.
La crew si danna e fa quel che può senza averne, peraltro, le competenze, mentre il capitano colto da improvvisa afonia verso la lingua italica si estranea e compulsa concentrato il manuale delle istruzioni.
Ha la faccia di uno che non dorme da due giorni e la cosa non mi rassicura affatto.
Ha riparare il guasto ci provano tutti - quelli dell'equipaggio, il pilota e, ad un certo punto, si propone anche uno dei passeggeri respinto, a fatica, dallo stewart.
Mentre nella carlinga impeccabili signori di mezza età si trasformano in truculenti capipopolo e signore di varia età si esibiscono in show personali a beneficio, non richiesto di noi tutti, sfogando  represse pulsioni all'indirizzo dei sottopagati e incolpevoli membri dell'equipaggio di bordo vien da pensare a cosa c'è dietro il costo irrisorio di un biglietto aereo.
Assenza di manutenzione, orari folli, equipaggi ridotti all'osso, nessuna assistenza tecnica in aereoporto, stipendi da fame e straordinari non pagati, bottigliette di acqua vendute a bordo a prezzi da gioielleria, scarsa attenzione ai bisogni dei passeggeri sono alcuni degli elementi che contribuiscono a tenere basso il costo del biglietto e ad incrementare il profitto.
Ma la signora particolarmente lamentosa che ne fa "questione di principio" e il capopolo sanguinario tutto questo non lo considerano chiusi nell'egoismo tipico di quella nuova specie umana denominata "consumatore" e che ha sostituito la più nobile categoria del "cittadino".
Ho pagato e tutto deve andare bene e subito.
Alla fine dopo alterne vicende, sbarchi di passeggeri in preda al panico, litigate varie e l'intervento della sicurezza dell'aereoporto ci ritroviamo tutti nel terminal, di notte, in attesa dell'aereo sostitutivo, con in una mano il foglietto con le istruzioni per il rimborso e una carta di transito temporanea - rigorosamente riciclata - nell'altra.
L'attesa mi consente di assistere all'ultima evoluzione del branco di "consumatori" quando un addetto dell'aereoporto scarica, come un mandriano ai suoi porci, al centro del terminal alcuni pacchi di bottiglie di acqua.
Non avevo mai visto, se non in alcuni pregevoli documentari sugli animali della savana o in alcuni movimentati spezzoni di reportage dalle zone piuù calde del pianeta, la scena di esseri umani benvestiti e, supposti, civili disputarsi come iene una bottiglietta di acqua.
Capopopolo sanguinario e lamentosa signora di alti principi in testa.

"Lo vuoi un caffe?" - chiede quello
"Certo che si" - risponde l'altro - "altrimenti casco dal sonno"




lunedì 20 maggio 2013

Lo vuoi un caffè? #351- Ed io tra di voi ....



La collega entra, bionda ed annoiata, annoiata come sanno essere solo le bionde, nell'ufficio esecuzione del tribunale di X, mentre sono indaffarato a sistemare alcuni miei documenti in un fascicolo insieme alla simpaticissima impiegata Y dichiaratamente lesbo dal capello corto.
La bionda, tatuaggio sulla spalla in vista, parlotta con io cancelliere di bolli da applicare alle sue copie e di difficolta per procurarseli - il tabaccaio è purtroppo a cinquanta metri da dove ci troviamo adesso.
Mentre ascolto il pigolio delle sue lamentazioni, noto che Y si guarda con interesse la rubia, che adesso in attesa del rinetro del cancelleiere uscito dalla stanza per risolverle non so più qual problena compulsa nervosamente il suo smartphone ultimo modello.
Ad un certo punto Y mi molla una gomitata nel fianco facendomi sobbalzare, mi strizza l'occhio e ammiccando in direzione della bionda mi sussurra complice " Avvoca c' sort' d' femmena "

"Lo vuoi un caffè?" - chiede quello
"Lascia stare il caffe. Hai visto quella ?" - risponde quella

mercoledì 15 maggio 2013

Lo vuoi un caffè? # 350 - Certe maledette mattine...



Ci sono giorni proprio no .
Giorni che non vogliono saperne di partire, di cominciare ...
Giorni che quando ti alzi hai già un cerchio alla testa, sonno e vorresti tornare immediatamente a dormire, piuttosto che tuffarti nel vortice di una mattinata in Tribunale con le udienza infinite, la confusione, il caldo, i fascicoli che non si trovano mai... 
Stamattina è un du quei giorni e la mattinata proprio non gira.
Decido di prendermi un pausa e di andare al bar del Tribunale a prendere un caffè.
Dvanti a me nella fila il collega X tirando fuori dalla tasca il portafogli chiede ad un suo amico se può offrirgli qualcosa.
"Grazie ho gia fatto" - risponde quello e rivolgendosi alla cassiera elenca "pago due caffe, un espressino, due cornetti crema, uno con la marmellata ed un succo di frutta"
"Tutto da solo?" - chiede X scuotendosi dal suo torpore e scatenando la contemporanea ilare reazione di X e della cassiera.
Per fortuna anche in certi giorni non si è mai soli.

"Lo vuoi un caffè?" - chiede quello
"Si grazie ed anche un cornetto gigante alla crema e nutella " - risponde l'altro

giovedì 2 maggio 2013

Lo vuoi un caffè? #349 - Ciranò



Il cancelliere X è uomo pratico, abituato a trattare con giudici, avvocati e fascicoli.
Ma pur essendo un duro delle cancellerie subisce, come uomo, il fascino delle avvocatesse con la quali si trova a interloquire.
Lo si vede spesso sorridente dannarsi l'anima per accontentare la collega di turno e subito dopo rivolgersi nella maniera più sgarbata  al primo di noi poveri maschietti che gli si avvicina.
Ultimamente ha perso un pò del suo charme, si deve essere un pò arrugginito...
Facendo il simpatico con la collega T il tipo, dopo averla abbondantemente squadrata - e la collega merita!- le ha detto  "Mi ricordo di te da ragazza. Eri proprio bella allora"

"Lo vuoi un caffè?" - chiede quello
"Si anche se devo proprio dirtelo. Eri meglio prima " - risponde l'altro

venerdì 26 aprile 2013

Lo vuoi un caffè? # 348 - Crisis? What crisis?



In tempi di "governissimi" e di crisi galoppante l'unico che ha le idee davvero chiare e il polso in tempo reale della situazione economica italiana è il sig. A. impiegato del Tribunale .
"Avvocà  lo sapete cosa sono questi?" - chiede a noi che in quel momento siamo nel suo ufficio brandendo un pacco postale delle dimensioni di due risme di carta.
Prima che qualcuno possa rispondere ce lo spiega.
"Sono verbali di conciliazione dei quali si chiede l'esecutività. Ne arriva un pacco cosi alla settimana e a volte anche due." - ci informa - "Prima ne arrivava, quando proprio andava male, uno molto più piccolo al mese."
Più chiaro di cosi...

" Lo vuoi un caffè?" - chiede quello
"Risparmimocelo che di questi tempi non si sa come va a finire " - risponde l'altro

martedì 23 aprile 2013

Lo vuoi un caffe? # 347 - Bulgarian Rapsody



Arriva con soli tre giorni di ritardo sull'appuntamento ma almeno ha il buon gusto di scusarsi ancor prima di sedersi. 
"Ero fuori Italia avvocato "- si giustifica  - "Ero in Bulgaria e sono rientrato solo ieri sera"
"E cosa ci è andato a fare in Bulgaria?" - chiedo sinceramente stupito.
 Non mi consta che sia una meta turistica particolarmente ambita.
"Affari avvocato" - mi risponde lui, piccolo imprenditore artigiano.
"Non sapevo che ci fossero tante belle donne in Bulgaria"- lo provoco.
Lui sorride e mi fa "No! No! Affari .. affari .. sono stato li con un mio amico per vedere se si riesce ad avviare un attivita. Sa com'è in Italia i costi sono alti e non si riesce più a lavorare"
E mi spiega che all'est ci sono più opportunità per fare affari anche se le infrastrutture non sono ottime e che le maestranze bisogna educarle "a tenere il ritmo della globalizzazione"
Dice proprio cosi: "tenere il ritmo della globalizzazione".
" ..e poi avvocato le tasse sono davvero basse. Pensi che io ho immatricolato li le mie auto..." e mi spiega con gran dovizia di particolari il sistema usato per immatricolare all'estero un automobile - possibilemnte non un utilitaria, ma minimo una Mercedes di un certo livello, al costo di un motorino.
Viene fuori, man mano, che lui all'estero di auto ne ha immatricolate non una, ma l'intero parco aziendale a un costo complessivo pari a quello che io pago per la mia.
Me lo dice con naturalezza lamentandosi di "...quegli stronzi dei tecnici al governo" che non fanno nulla per aiutare la piccola impresa.
Sono affascinato, lo ammetto, da certe "potenzialità" e da certe "possibilità" offerte della "globalizzazione", che questo signore simpatico, gran lavoratore per giunta, mi snocciola con gran competenza e dovizia di particolari degni di un fiscalista off shore.
Con una pressione fiscale pari al 52%  è innegabile che certi argomenti siano un pò come le sirene di Ulisse anche se il bimbo buono e rispettoso delle regole che alberga - maledetto a lui! - in me mi impedisce di mettere in pratica quanto mi viene così esaustivamente spiegato.
Le considerazioni, amare!, sono uno che non ho il fisico per fare lo spallone e che dovrei seguire i consigli di chi mi spinge a fare sport per rafforzare le mie gracili spalle e due, che la decomposizione morale e materiale di questo di paese oramai ha raggiunto un livello e una capillarità tale da essere diventata essa stessa lo standard morale comunemente accettato.
Sentirsi dire da un cliente X che ha costruito "una bella casa abusiva", proprio cosi giuro! "una bella casa abusiva" in una zona non edificabile "che tanto poi esce il condono" è cosa normale.
Il livello è tale che anche la vecchiette quando devono pagarti l'onorario, quelle rare volte che ciò ancora accade, di guardano con un aria complice e ti fanno "Avvocà la fattura non me la fare ...Non mi serve"
Poi magari le incontri a supermercato e le senti pontificare di evasione fiscale e di politici ladri da mettere al muro e che, invece, continuano a votare sulla base delle cazzate sparate in tv da certi signori con le facce tirate dai troppi lifting e con cagnolini al seguito.
Disgraziate!
La pensione vi toglierei..
...e pure le dentiera!


" Lo vuoi un caffè?" - chede quello
"Ma sai che all'estero costa di meno e potresti detrarlo  dalle tasse?"- lo informa l'altro

mercoledì 17 aprile 2013

Lo vuoi un caffe? # 346 - Cover me



La collega X, bionda e indaffarata come sempre, sfreccia per il corridoio con incollato all'orecchio il suo smartphone inguainato in una splendida cover nera tempestata di brillantini.

La collega Y, bionda fatalona un pò appassita dall'aria, si attarda al centro dell'aula a chiacchierare con un misterioso interlocutore esibendo il suo cellulare leopardato in  stile con la sua gonna.

La dott.ssa V, praticante alle prime armi, sfoggia una cover molto colorata, molto cartoon, disneyano, mentre chiama il suo dominus per chiedere lumi sul da farsi .

Il collega H, invece, fedele alla sua fama di duro de noatri, il suo cellulare lo ha vestito con una cover nera con tanto borchie e teschio dei pirati disegnato sopra.

Lo stiloso avvocato P il suo fedele tablet lo veste di pelle bianca dalle linee essenziali come i suoi atti.

L'avv. N., invece, della cover non sa che farsene essendo uno dei pochi al mondo ad esser riuscito a spaccare lo scafo di un iphone.

"Lo vuoi un caffe?" - chiede quello
"Di che colore è la cialda?" - risponde l'altro