martedì 9 febbraio 2010
Lo vuoi un caffè? #133 - Crescete e moltiplicatevi...
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arzach
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martedì, febbraio 09, 2010
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domenica 7 febbraio 2010
Lo vuoi un caffè? #132- Too Bee or not to Bee
Non è raro su questo primo tratto di strada incontrare uno degli incubi ricorrenti dell’automobilista frettoloso: l’Ape Piaggio.
L’ Ape Piaggio è un mezzo di locomozione munito di tre ruote ed una piccola quanto angusta cabina, solitamente condotto da un signore anziano – età media 80 anni - a volte accompagnato da donna di pari età e doppia stazza che uno che li vede si chiede come c...o fanno a starci dentro in due e, soprattutto, dato il procedere incerto ed affannoso del mezzo: “Saranno mica morti entrambi?”
Antiquato, lo usano, a parte che da noi, solo nei paesi del c.d. terzo mondo per farci più intelligentemente dei simpatici mini taxi, il vetusto mezzo è il più delle volte munito di a) scala in legno per raccogliere le olive e/o altri frutti della rigogliosa natura della zona, b) in alternativa trasporta motozappa, rigorosamente rosso, e relativa rampa in assi di legno per il suo carico e scarico ed è c) munito di altrettanto regolamentare quanto piccolo ed isterico cane appartenente alla razza dei “volpini” che abbaia a chi segue come se gli avessero appena infilato un peperoncino su per il culo.
Ovviamente questi tre elementi possono anche convivere tutti insieme.
Il suo procedere sul bituminoso sentiero è lento, scoppiettante ed incerto.
Incerto per via del baricentro solitamente troppo alto, del peso mal equilibrato, dell’età e degli acciacchi del conducente, su tutte la vista, nonché della assoluta ignoranza delle regole del codice stradale da parte dello stesso.
Trovarne uno sulla strada, perché magicamente il vetusto trabiccolo appare solo quando si ha fretta, significa, in assenza di possibilità di superarlo senza rischio, accumulare uno spettacolare ritardo sull’orario concordato.
Spiegare al collega e al giudice e ai clienti e ai testi che ti aspettano in Tribunale, incazzati come bestie, da oltre un ora il perchè del ritardo richiede una forte dose di autocontrollo e una notevole dose di fantasia.
“Lo vuoi un caffè?" - chiede quello
“Alla menta ce l’hanno?” – risponde esotico l’altro.
Muisc this post: Talking Heads – Road to nowhere -http://www.youtube.com/watch?v=cPQcnjlwtE
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domenica, febbraio 07, 2010
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sabato 6 febbraio 2010
Lo vuoi un caffè? # 131 - The art of nose
La collega H ha un naso palesemente, quanto mal rifatto.
Più che alla francese le è venuto puntuto ed un pò troppo arcuato.
La si vede in giro sempre imbronciata quanto artisticamente spettinata.
Da un sondaggio è risultato che secondo i più ha anche il culo basso e quindi il suo naso contribuisce a disegnare una S semovente.
L’avv. H, spiritosissimo come un mal di denti a novembre, racconta, non richiesta e comunque per l’ennesima volta, la barzelletta della Fata Turchina e di Pinocchio che scopano.
“Se il naso ti crescesse come Pinocchio quando racconti ste cazzate tu saresti un superdotato “ – lo fulmina F
“Lo vuoi un caffè?” – chiede quello
“Si … e prendo pure un cornettino “ – risponde l’altro
Music this post: Max Headroom/Art of Noise – Paranoimia - http://www.youtube.com/watch?v=ZEPq0FvFm3g
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sabato, febbraio 06, 2010
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venerdì 5 febbraio 2010
Lo vuoi un caffè? #130 - Cartellate
Ricordate il cartello riprodotto nella foto 1)? E'affisso su una delle porte della Corte di Appello di Lecce. Ne abbiamo parlato tempo fa in "Lo vuoi un caffè? #022 - Cartelli d'Italia (with a little help from my friends)". Ebbene occorre fare una precisazione. Il cartello si rivolge a chi, uscendo, apre la porta e rischia, come probabilmente già accaduto in passato, di stendere chi sta invece entrando. Il cartello riprodotto, invece, nella foto 2) interessa coloro che ignari del pericolo si ostinano a stazionare sul pianerottolo. Double face.
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venerdì, febbraio 05, 2010
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mercoledì 3 febbraio 2010
Ritratto di città - New York - Hell on the Earth - parte 14
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mercoledì, febbraio 03, 2010
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lunedì 1 febbraio 2010
Lo vuoi un caffè? #129 - Just Married (o della follia all'improvviso)
"A proposito ti ho detto che mi sposo tra qualche mese?" - mi dice all'improvviso come se fosse la cosa più normale del mondo da farsi.
"E cosi lo dici?"- è la mia, ovvia, quanto sorpresa risposta.
"Beh dai era pure ora son dieci anni che stiamo insieme" - ride lui della mia sorpresa.
"Auguri allora sopratutto alla poveretta che ti dovrà sopportare finchè morte non vi separi. Comunque sei in buona compagnia dato che vi state sposando in massa in questi ultimi tempi" - lo informo.
"Davvero? Mi consola pensavamo di essere gli unici due fessi a fare questo passo" - fa lui visibilmente sollevato.
"Nooo. Anche due amici miei hanno deciso di sposarsi tra qualche mese cogliendo tutti alla sprovvista. Io non me lo aspettavo proprio, non cosi a breve almeno..." - lo rassicuro.
"Come hai reagito quando te lo hanno detto?" - mi chiede.
"Come volevi che reagissi. Ho pronunciato le uniche parole che un avvocato deve pronunciare in questi casi" - gli rispondo.
"E cioè?" - mi chiede ancora lui incuriosito.
"Mi meraviglio di te" - lo provoco "Non sai che le uniche parole sensate che un avvocato può dire in questi casi sono ..."- ed entrambi, perchè anche H adesso ha capito, alzando la voce -"SEPARAZIONE DEI BENI"
Le nostre risate fanno girare un paio di colleghi intenti a verbalizzare.
"Lo vuoi un caffè?" - chiede quello
"Si anche perchè devo dirti una cosa" - risponde l'altro sorridendo mellifluo come un gatto con il topo.
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lunedì, febbraio 01, 2010
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domenica 31 gennaio 2010
Lo vuoi un caffé? #128 - Smile! Tomorrow is the end of the world
Si chiacchiera del più e del meno con il collega G. seduti in fondo all'aula.
Il tempo, i guai e le poche gioie del lavoro, i pettegolezzi sui giudici e i colleghi, l'età che avanza...
"Hai visto come sono ingrassato?" - mi lamento preoccupato ad un certo punto con G.
"Stai mangiando di più rispetto al solito?" - chiede lui cercando di individuare la causa del mio aumento ponderale.
"Sono le conseguenze dello stress e della vita sedentaria" - diagnostico io
"Nan t' si preoccupann' avvuca' kedd'iè la cundendezz' " - (trad. "Non preoccuparti avvocato quella è la contentezza") - risolve il cliente seduto accanto a noi.
note for aliens: La cundendezz'- la contentezza - indica non la semplice felicità, ma più precisamente un generale stato di benessere psicofisico, di soddisfazione fisica e mentale, di appagamento, di sintonia con il mondo , di leggerezza d'animo...
"Lo vuoi un caffè?" - chiede quello
"No grazie sono a dieta" - risponde smunto l'altro
music this post : Yann Thiersen - Comptine d'un autre ete - soudtrack de "Il favoloso mondo di Amélie" - http://www.youtube.com/watch?v=4Z2ljWwIaHs
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domenica, gennaio 31, 2010
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sabato 30 gennaio 2010
Ritratti
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giovedì 28 gennaio 2010
Lo vuoi un caffè? #127 - Il triangolo no, il triangolo nooo....
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giovedì, gennaio 28, 2010
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Lo vuoi un caffè? # 126 - Pomichaska
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giovedì, gennaio 28, 2010
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martedì 26 gennaio 2010
Lo vuoi un caffè? #125 - Archeo Club
photo by arzach
“1981?” – l’archivista, testa calva, baffetto grigio e occhiali tondi, mi fissa stupito e con altrettanto stupore fissa il fascicolo che tiene tra le mani.
“Ma lei non è l’avvocato X?” – mi chiede dopo aver dato un'altra occhiata alla copertina del fascicolo istoriata di appunti e date di udienza come una pergamena medievale usata cento volte.
“Certo che no… All’epoca frequentavo ancora le medie!”- rispondo
“E l’avv. P ?” – mi chiede ancora non riuscendo a capacitarsi di quello che legge.
“E’ morto circa dieci anni fa" – rispondo lasciandolo ancora più interdetto.
Sono venuto in archivio a recuperare un fascicolo di una “antica” causa che si è chiusa, ma solo in primo grado, dopo quasi trenta anni, lo scorso mese.
Devo preparare un ricorso per il mio cliente per richiedere un risarcimento per la eccessiva lunghezza del processo utilizzando la legge Pinto e per prepararlo ho bisogno di fare un po’ di copie della documentazione e dei verbali di causa.
L’archivista, perplesso, mi consegna il fascicolo – un voluminoso ammasso di carte di varia epoca e colore del modico peso di circa dieci chili - e quindi ancorché onerato da tale peso - posso finalmente andare in copisteria.
All’ufficio copie l’impiegata sobbalza vedendomi entrare con la mia quintalata di carte; si tranquillizza solo quando le dico che provvedo da solo a fare tutto.
Sistemo il malloppo su di un tavolo e comincio a selezionare quello che mi serve, scavando tra le carte, tra strati di carta…
E’ un viaggio a ritroso nel tempo quello che faccio sfogliando la documentazione del fascicolo.
Luglio 1981. Ero in seconda media, adolescente in piena crisi puberale, brufoloso e con l’apparecchietto ai denti, appassionato di fantascienza e timidissimo.
Uuuhh…La carta carbone… Non ne vedevo un foglio da quando ero un bambino che frequentava le elementari e andavo a trovare mio padre nel suo ufficio e mi divertivo ad usare la sua monumentale macchina da scrivere – altro dinosauro tecnologico non più usato da quasi due decenni.
Ma guarda ...i fogli protocollo …erano almeno quindici anni che non ne vedevo...chi li usa più oggi?
19… Cosa facevo allora ..vediamo ah si!
Toh! Le stampanti ad aghi e il loro ronzio e i fogli a modulo continuo – siamo all’epoca in cui frequentavo l’Università ed ero incagliato nei meandri del diritto amministrativo, il mio ultimo esame.
19… Avevo appena cominciato la pratica ...che tempi!!!…e guarda guarda finchè non son diventato avvocato questi hanno fatto solo tre udienze…
20…L’anno della mia abilitazione… io a farmi un culo così e questi nemmeno un udienza hanno tenuto.
20… l’anno in cui ho messo su lo studio da solo …Come ?Solo un udienza. Si sono sprecati davvero…
Segue un rinvio di quattro anni, due udienze fino a tre anni fa…
Gli "anni zero" sono caratterizzati invece da un uso smodato del computer.
Carattere Times e Verdana rispettivamente per l’attore e per il convenuto, ampi inserti con il taglia e incolla di sentenze per il terzo convenuto.
E finalmente la sentenza a definire il primo grado e interlocutoria per quanto riguarda le spese.
Tranne quelle delle copie che ho appena terminato di fare.
Uno sproposito!!!
“Lo vuoi un caffè?” – chiede quello
“Andiamo che ti racconto una storia…” – risponde l’altro
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martedì, gennaio 26, 2010
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venerdì 22 gennaio 2010
Ritratto di città - Madrid - In giro
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