venerdì 27 novembre 2009

Lo vuoi un caffè? #113 - In brevità, in brevità vi dico...

Charles Gatewood
Female nude in the wood -1982
Nudo femminile nel bosco - 1982


Il progetto di legge presentato dall’attuale Governo sul c.d. “processo breve” ha scatenato come era prevedibile polemiche e commenti a non finire.
Presentato dal Governo come la pietra filosofale per risolvere i problemi della giustizia rischia, invece, di incasinare definitivamente quel poco che ancora funziona nella giustizia italiana,
Il succo dell questione è che questo progetto di legge fissa per legge un termine massimo per la durata di un processo sia esso civile o penale.
Cosa di per se già contraddittoria esistendo i codici di procedura che se applicati alla lettera consentirebbero di chiudere i processi, la maggior parte almeno, in termini ragionevolmente brevi e comunque in quelli necessari.
Magari investire anche qualche milione di euro in assunzioni di giudici e cancellieri e informatizzazione dei servizi aiuterebbe.
Comunque quel che sconvolge di più a parte la sciatteria con la quale è scritto il progetto di legge – che si espone a tanti di quei profili di incostituzionalità tali da far dubitare della competenza e della conoscenza della materia di chi lo ha scritto - e a parte il motivo vero per il quale si fa tutto questo - tutelare uno a danno di molti – quel che più lascia di stucco sono le dichiarazioni del Ministro della Giustizia Alfano.
Il Ministro ha infatti il 19.11.2009 nel corso di un question time sull’argomento ha circoscritto all'1% dei processi pendenti il numero di quelli che andranno in prescrizione per effetto del disegno di legge Gasparri, sottolineando che «a causa della particolare complessità della materia è molto difficile avere stime più precise».
Ma allora benedetto ragazzo a che serve fare sta legge cosi incasinata e inutile per velocizzare i giudizi se di fatto il 99 % dei processi si conclude già nel termine indicato dal progetto?
Cosa serve allora fare una legge per migliorare un sistema giudiziario cosi veloce e puntuale nel rispondere alle esigenze di giustizia dei cittadini?
Non si può che sottoscrivere il commento del capogruppo del PD nella Commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti: «Ma quale un per cento e un per cento! La verità è che Alfano, che per la nostra Costituzione è il responsabile dell'organizzazione giudiziaria, si muove alla cieca e non sa neanche quale sarà l'effetto delle norme che avalla e propone» .
Parole sante!
Per un volta almeno...

Lo vuoi un caffè?” – chiede quello
Andiamo alla macchinetta qui giù” – risponde l’altro

My preferite Think (e se non si scrive così fa niente il senso è chiaro)

Alfred Eisenstaedt
Childrens at Puppet Theatre
Life Photo
La mia foto di sempre

mercoledì 25 novembre 2009

Lo vuoi un caffè? #112 - CaRRambaS che sorpresa!!!


A Pinocchio morto

All’ingresso del Palazzo di Giustizia spesso stazionano anche due militi dell’Arma a guardia dell’edificio.
Guardandoli mi è venuto da pensare alla prima volta che ho avuto a che fare con la Benemerita.
Eravamo in giro nella macchina di G., neopatentato da dieci giorni e orgoglioso proprietario di una antica FIAT 500.
Era una calda notte di luglio 1986 ed eravamo molto più giovani e spensierati che oggi, felici quasi…
I carabinieri ci apparvero dinnanzi all’improvviso.
G. nell’euforia del momento aveva affrontato la curva con una certa disinvoltura; la vista delle uniformi e della paletta però bastò a smorzare ogni suo entusiasmo.
Accostò bianco come un cencio.
In auto un silenzio assoluto.
Il maresciallo M. e il suo compagno di pattuglia ci fecero scendere dall’auto e allineare lungo il muro della vecchia cantina sociale in una scena un pò da film sul golpe in Cile.
Il militare sobbalzò impercettibilmente quando scendemmo, il suo compagno si limitò a scuotere la tesa borbottando qualcosa tra se e se.
Che sia chiaro eravamo puliti.
Uno perchè nessuno fumava nè monopolio nè extramonopolio e due perché eravamo talmente squattrinati che anche a volerlo fare nisba.
Il maresciallo M. ci guardò silenzioso
Intimiditi aspettammo la sua mossa.
Sentite ragazzi” - la voce, profonda, ci fece sobbalzare - “Io stasera vi lascio andare ma solo se mi spiegate come avete fatto a infilarvi in otto in quella macchina?”.
Sollevati fornimmo in una cacofonia di voci e gesti lunghe spiegazioni tecniche e teoriche supportate da proposte di dimostrazione pratica che, lette con senno di poi avrebbero anche autorizzato da parte sua e dell’altro tizio all’uso della mitraglietta in dotazione, ma alla fine ci lasciò andare.
L’avv. O. che incontro nel corridoio mi fa: “A. ma che hai da ridere stamattina?”
"Pensavo" -gli rispondo lasciandolo interdetto

Lo vuoi un caffè?”- chiede quello
Decaffeinato e macchiato” – risponde l’altro

martedì 24 novembre 2009

Lo vuoi un caffè? #111 - Piccoli equivoci senza (molta) importanza

Curious gulls on Sanibel Island, Florida.
Gabbiani curiosi sull'Isola di Sanibel, Florida
Photo and caption by Richard Rush


Te la do ora?” – mi chiede la collega V. a proposito di certa documentazione di una causa in comune, proprio mentre l’avvocato G. ci passa accanto.
Con la coda dell’occhio lo vedo che si gira a guardarci con occhi sbarrati pensando chissà che …

E adesso oltre ad aver capito che questa non sa nulla di diritto sappiamo anche che ha appena comperato un push up” - commenta la collega T. mentre la nostra interlocutrice si allontana dopo una lunga discussione a proposito di certe questioni procedurali.
“Dici?" – chiedo un po’ sorpreso di questa sua uscita rimettendo in ordine le carte.
Ha due tette che le arrivano in bocca e si vede lontano un chilometro che non è roba sua”- precisa lei serissima richiedendo la sua borsa con uno zip che non ammette repliche.
La collega T. è sempre precisa che si tratti di un ricorso in Cassazione o della genuinità delle tette di una collega.

Io e D. parliamo con la collega nel caos di mezza mattina del bar.
Nessuno dei due sa come si chiama.
Ma entrambi sorridiamo educati alle sue battute divertenti come calci nelle palle.
Sembriamo due perfetti idioti che parlano con una sciroccata.
Un quadretto idilliaco.

"Lo vuoi un caffè?" - chiede quello.
"Va da se che voglio un caffè" - risponde l'altro

domenica 22 novembre 2009

I posti davanti al mare - Il mare d' inverno

Foto 1_Il mare di inverno_ Santo Stefano_Monopoli
Foto 2_Veduta_ Cala Verde_ Monopoli
Foto 3_Scogliera_ Santo Stefano_Monopoli
Foto 4_Alghe_ Cala Verde_ Monopoli
Foto 5_Panorama_ Santo Stefano_ Monopoli
Foto 6_Alghe_ Cala Verde_ Monopoli

sabato 21 novembre 2009

I posti davanti al mare

Foto 1 _ Porto Vecchio_Monopoli
Foto 2_Passeggiata_ Monopoli
Foto 3_La rampa del circolo canottieri _ Monopoli
Foto 4_Barche malinconiche_Polignano a Mare
Foto 5_ L'attesa dei pedalò_Polignano a Mare

venerdì 20 novembre 2009

Lo vuoi un caffè? #110 - Blood Brothers

Lumache in Piazza Duomo a Milano
foto tratte dal sito de "La Stampa" http://www.lastampa.it/


Le due del pomeriggio.
Dalle nove del mattino siamo in aula e per la quarta volta che il giudice ci sta facendo riscrivere il verbale della causa.
Sono cinque ore che siamo qui per una causa che, peraltro, non è nemmeno una delle nostre essendo in questa occasione io e la collega M semplici sostituti dell’avv. G. e dell’avv. I.
Guardo la collega che in modalità blue tooth invia maledizioni ed anatemi all’indirizzo del giudice mentre questi le fa l’ennesima osservazione sul verbale di udienza
E’ solo un semplice rinvio. Ci vorrà un attimo
Le ultime parole, ovviamente famose del collega G riecheggiano nella mia mente e a lui indirizzo pensieri di morte e di atroce sofferenza.
Il giudice ci ordina di fare l’ennesima correzione del verbale.
La collega ha un attimo di mancamento, barcolla ma resiste.
Il giudice rilegge il verbale e ci ordina di riscriverlo in bella.
Finalmente lo firma.
Ci allontaniamo dalla cattedra dopo aver rispettosamente salutato il magistrato.
Appena fuori dall’aula cominciamo a correre nel corridoio in direzione dell’uscita urlandoci l’un con l’altra come dei forsennati: “Via!!! Via!! Via prima che ci ripensi” tra lo stupore dei pochi presenti.

Lo vuoi un caffè?”- chiede quello
Pant.. pant..”- ansima l’altro

martedì 17 novembre 2009

Lo vuoi un caffè? #109 - Das Internationale

Ritratto di suonatore di corno
Locorotondo 15.11.2009
Ith uscita Corso di Fotografia
Foto di Arzach

L’altra sera tornando a casa in macchina ho ascoltato alla radio i risultati delle partite del campionato di calcio.
Mi è venuto in mente il giudice P., interista sfegatato, e le vessazioni che era costretto a subire dal suo cancelliere, iuventino moggiano, ogni lunedì quando l’Inter sembrava (rectius era) un team di sfigati milionari.
Le udienze del lunedì mattina erano un autentico calvario di battute che lui incassava a denti stretti …
Ho cercato di pensare a cosa ha fatto la mattina successiva a quella in cui l’Inter ha vinto il campionato di calcio.
Io l’ho sempre immaginata così
Lui che indossa la toga e prende sottobraccio i suoi codici.
Sorridente e radioso come un sole, canticchia pure.
Poi sempre sorridente passa dalla stanza del suo cancelliere, si ferma davanti alla porta lo guarda lo saluta e…… gli fa un vigorossissimo gesto dell’ombrello!!!!!
Poi si ricompone ed entra in aula a fare udienza.

Lo vuoi un caffè?” – chiede quello
“Se è nero.. e azzurro” – risponde l’altro

Music this post: L'internazionale - http://www.youtube.com/watch?v=20FRAbzfou4

venerdì 13 novembre 2009

Lo vuoi un caffè? #108 - Cucchi e bacucchi

Bambina con un cucciolo
Photo by Dima Gavrisky


Stefano Cucchi è l’uomo fermato il 15 ottobre scorso per droga al Parco degli Acquedotti di Roma.
È morto all’ospedale Sandro Pertini il 22 ottobre scorso dopo essere passato per gli ambulatori del Tribunale, del carcere di Regina Coeli e dell'ospedale Fatebenefratelli senza avere mai la possibilità di essere visitato dai parenti.
Non è il primo caso di morte di un fermato mentre si trova nelle mani di chi lo deve custodire e non, sarà, temo l’ultimo.
La scivolosità delle scale di alcuni luoghi – caserme, prigioni – è grande come sosteneva, sottovoce, tempo addietro un collega penalista.
Lasciamo però che sia la Magistratura a fare chiarezza e giustizia su questa morte senza criminalizzare l’intero apparato delle forze di sicurezza in Italia.
Una risposta chiara su cosa è successo e di chi sono le responsabilità è doverosa e necessaria sia nei confronti di chi va di pattuglia con il serbatoio dell’auto quasi vuoto per mancanza di fondi e rischia la pelle sia per i cittadini per poter continuare ad avere fiducia nei “buoni”.
Sulla vicenda è intervenuto a gamba tesa, o a cazzo, se preferite, l’On. Giovanardi (PDL) a “24 Mattino”su Radio 24 il 09.11.2009 dicendo che: ''Stefano Cucchi era in carcere perché era uno spacciatore abituale - Poveretto e' morto, e la verità' verrà fuori, soprattutto perché pesava 42 chili'' e ancora ''La droga ha devastato la sua vita, era anoressico, tossicodipendente, poi il fatto che in cinque giorni sia peggiorato, certo bisogna vedere come i medici l'hanno curato. Ma sono migliaia le persone che si riducono in situazioni drammatiche per la droga, diventano larve, diventano zombie: e' la droga che li riduce cosi'
L’on. Giovanardi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche per la famiglia, al contrasto delle tossicodipendenze e al servizio civile oltre che, a suo dire, fervente cattolico, ha in questo caso dimostrato di avere capacità paranormali.
Infatti è stato in grado di 1) determinare, a distanza, la causa della morte di Cucchi – “la droga”; 2) attribuire, senza ombra di dubbio, la responsabilità allo stesso Cucchi – “era anoressico, tossicodipendente” 3) dequalificare e minimizzare questa morte - “era uno spacciatore abituale”.
Dopo le polemiche suscitate dalle sue frasi intervistato da Barbara Palombelli nel corso della trasmissione "28 minuti" su RadioDue, ha chiesto “scusa” ai famigliari del Cucchi contraddicendo se stesso e prendendosela con i medici: “Ci tengo a ribadire che è un fatto gravissimo, intollerabile, che per cinque giorni Stefano non sia stato curato, è entrato in ospedale che pesava 43 chili ed è uscito che ne pesava 36 chili, non è stato nutrito. E la famiglia ha ragione a chiedere il motivo per cui non è stata coinvolta. Perché non sono stati chiamati gli psicologi, perché i medici non lo hanno curato? Una persona così debole e fragile non è stata aiutata. Questa è la cosa più grave”.
Il mago Otelma avrebbe saputo fare di meglio.
Il miglior commento a questa vicenda è stato scritto da Francesco Merlo sul quotidiano “la Repubblica” in un editoriale dal titolo “Il cattolico feroce” che vi consiglio di leggere. http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/morte-cucchi-2/cattolico-feroce/cattolico-feroce.html
Io aggiungo solo che memore di quello che insegnavano a noi, allora piccoli miscredenti, al catechismo dal titolo avrei tolto “cattolico”.

Lo vuoi un caffè?” – chiede quello
Non alla cicuta spero" – lo interroga preoccupato l’altro

mercoledì 11 novembre 2009

Lo vuoi un caffè? #107 - Ego Gym


Indian camel herders, brother and sister, stand for a portrait in the animal market at the Pushkar Mela in Pushkar, India, early Thursday, Oct. 29, 2009. (AP Photo/Kevin Frayer)
Cammellieri indiani, fratello e sorella, posano per un ritratto nel mercato degli animali alla fiera di Pushkar in India

Ho incontrato la collega C. sulle scale del Tribunale.
Non ci si incrocia quasi mai salvo che in, fortunatamente, rare occasioni qui in Tribunale.
L’ego ipertrofico e dopato che la contraddistingue non favorisce i rapporti sociali.
Ed infatti dopo i saluti di rito - come stai? e come non stai? - lei attacca una di quelle tremende pippe sulla sua determinante e preziosa presenza in Tribunale a discutere la sua solita importantissima causa per assistere alla quale si è mobilitato l’intero sistema giudiziario.
Nota per il lettore: la collega C. ogni volta che la incontro mi parla, sempre, dell’ultima sua causa come se a) io conoscessi per filo e per segno l’intero fascicolo processuale, b) con una puntigliosa dovizia di particolari, sentenze della Cassazione con tanto di numero e data di pubblicazione comprese e c) con un tono che a chi ascolta sembra che lei sia l’unica a fare l’avvocato all’interno dell’intero Tribunale.
Dopo cinque minuti di questo trattamento la mia soglia di attenzione sta decrescendo rapidamente.
Approfittando di una sua pausa sono riuscito a farle cambiare discorso sfruttando la sua altrettanto sviluppata vanità femminile.
Saltando di palo in frasca C. posso farti i miei complimenti. Ti trovo davvero in gran forma” – le dico guardandola sorridente dritto nei suoi occhi lievemente strabici divisi dalla presenza importante del suo naso alla Callas.
Sorride orgogliosa e mi fa: “Grazie. Merito del pilates.”
E giù una descrizione minuta e accurata dell’intera disciplina della quale sono venuto tempo addietro a casuale conoscenza grazie a Z che mi introduce ed aggiorna sul mondo dell’effimero.
Dopo cinque muniti di ininterrotta tiritera sull'argomento riesco a chiederle ancora:“Ma è molto che lo pratichi?”
Sono già alla quarta lezione” - mi risponde lei sorridente offrendomi l’assist che aspettavo.
Ma se dopo quattro lezioni sei cosi alla fine del corso che mi diventi? Una stanga alta un metro e ottanta?” – le chiedo facendo un indiretto riferimento alla sua non erculea statura senza riuscire a trattenermi.
Accusa il colpo
Sbanda.
Zittisce.
Finalmente! e quando ce vò ce vò...

Lo vuoi un caffè? –chiede quello
Preferirei un Gatorade” – risponde l’altro

martedì 10 novembre 2009

Un bel giorno per tutti 9 Novembre 1989


A boy waves to soldiers on the Berlin Wall in front of the Brandenburg Gate on November 10th, 1989. (John Tlumacki/Boston Globe staff)
Un bambino saluta i soldati sul muro di Berlino difronte la porta di Brandeburgo il 10.09.1989

domenica 8 novembre 2009

Lo vuoi un caffè? #106 - How long to sing this song...

Opera di Mariano Vargas
Immagine tratta dal quotidiano"la Stampa" www.lastampa.it/

Il mio amico To - to – toto ro
La sig.ra Q mi (ri)spiega, intrattenendomi per la centesima volta, al telefono la storia della macchia di umidità apparsa nel suo bagno ovviamente per colpa della sua vicina con la quale non si parla da trenta anni.
Lui il maledetto ritornello mi ronza imperterrito per la testa.
Il mio amico To - to – toto ro
Siamo andati l'altro ieri al cinema con amici e con il sempre meno piccolo Attila a vedere “Il mio vicino Totoro” del disegnatore giapponese Hayao Miyazaki, un film bellissimo e poetico, magistralmente disegnato da un bambino di sessantanni e il ritornello della canzoncina mi si è attaccato al cervello e non mi molla un attimo.
Questi sono poi i risultati
Avvocato allora le dicevo che la macchia di umido …” – continua la sig.ra Q alla cornetta
Il mio amico To - to – toto ro“ mi estraneo io in un universo di conigli giganti che sembrano peluches
Che posso dirvi di questo fenomeno? Magari è una forma di difesa dalle storie di certi clienti?

Cosa c’è? Ti vedo un po’ strano stamattina?” - chiedo all’avv. M. in evidente difficoltà con il verbale della sua causa -“Stai male?”
No, no... Nessun problema ... Solo che non so perché ma in questo momento l’unica cosa che mi viene in mente è il ritornello della canzone dei sette nani...hai presente.."Andiam, andiam.. Andiam a lavorar…” - mi fa quello
"Non mi dire io da stamattina ho in mente il riff di the passenger di Iggy Pop!!!" - rispondo
"Io invece quello della della pubblicità di XXX" - si inserisce nella discussione il collega F. seduto accanto a noi.
Dopo cinque minuti abbiamo messo su una play list delle canzoni da Tribunale con l'aiuto anche di una altro paio di colleghi che si sono nel frattempo aggregati, che comprende tra le hit "La canzone dei sette nani" , il ritornello di "Il mio vicino Totoro", la versione porno della sigla di Haidi "Haidi. Troiaa. Ti sei fatta anche i monti... "mischiate a "La cavalcata delle walchirie"di Wagner e a "Bittersweet simphony" dei Verve...

Com’è andata in appello?” – mi chiede il collega H incontrandomi nel corridoio.
Ha fatto il mio nuovo record! Cinque secondi di udienza dopo un ora di attesa. Non ho fatto in tempo nemmeno ad aprir bocca che già era tutto finito” – rispondo senza fermarmi
Complimenti Speedy Gonzales” - mi fa lui proseguendo

"Lo vuoi un caffè?" - chiede quello
"Lalalalalala - si llalalalala... " - canticchia l'altro

Music for this song: Iggy Pop - The Passenger http://www.youtube.com/watch?v=y4hPnZUMBwA ; Cristina D'Avena Haidi (sigla ufficiale) -http://www.youtube.com/watch?;; Verve - Bittersweet Simphony - http://www.youtube.com/watch?v=Zx3m4e45bTo;
Cartoon this post: Il Mio vicino Totoro